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john morghenDevo dirlo : senza John Morghen, che fu il mio alter ego, e i suoi film dell'orrore questo sito non lo avrei fatto.
Nonostante faccia l'attore, primo dei miei mestieri e professione "pubblica" quant'altre mai, sono stato educato a pensare che perfino dire "io" sia vagamente maleducato. Figuriamoci mettersi in rete, con corredo di foto e curriculum. E poi in Italia non usa, almeno non mi pare, o non ancora, se non per colleghi ben più famosi di me e magari provvisti di fan club.
Ma proprio questo è il punto…
Giovanni Lombardo Radice è, fin qui, solo un onesto professionista del mondo dello spettacolo con crediti in diversi rami, ma il suo alter ego John Morghen è, quasi senza saperlo, emigrato oltre oceano e, nella migliore tradizione, ha fatto carriera…
Chi mi conosce per l'attività teatrale (come attore e regista) o come sceneggiatore televisivo, nella maggior parte dei casi neanche lo sa dell'esistenza di John Morghen. Quindi, forse, vale la pena che lo presenti.
John (per Giovanni) Morghen (cognome della mia nonna materna) è lo pseudonimo di sapore straniero che scelsi (costretto!) al mio primo film, LA CASA AI CONFINI DEL PARCO di Ruggero Deodato (1979). A quel film ero arrivato per caso e, per caso (o forse no) era un thriller un po' violentuccio che (come in uso dagli spaghetti western) si voleva vendere come prodotto di sapore estero (da cui gli pseudonimi).
In seguito, tutti, o quasi tutti I miei film horror sono stati ri-titolati con il mio vero nome e io mi sono pentito di aver usato per bassi fini un cognome che è stato celebre per ben più nobili motivi. Ma non posso correggere il passato e chiedo dunque nuovamente scusa ai miei parenti Morghen se in questo sito al fu John Morghen si farà comunque riferimento.
Com'è come non è, a quel primo film ne seguirono, abbastanza a rotta di collo, una serie di altri, tutti liquidati in Italia come prodotti di serie B e tutti firmati da maestri nostrani del genere horror e cannibalesco. Sinceramente neanche io li prendevo molto sul serio. Mi davano da vivere in un momento di crisi con il teatro, mi facevano girare il mondo, mi insegnavano anche parecchio sul mestiere della recitazione (per funamboliche condizioni di ripresa e singolarità dei copioni) e rimettevano in perfetto uso l'inglese, imparato (per fortuna!) fin dalla primissima infanzia. Ma grandi capolavori proprio non avrei detto che erano.
E invece, molti anni e molti capelli dopo, mi sono ritrovato, proprio per quei film, ad essere cercato, intervistato, e-mailato, celebrato da un intero libriccino sulla mia carriera, richiesto di commenti audio su laser disk e dvd e perfino di autografi su magliette, di cui una, onore degli onori, per Quentin Tarantino.
Internet poi, a cui mi sono adeguato relativamente da poco, ha fatto il resto. Quando ho scoperto che su John Morghen c'erano almeno una cinquantina di pagine e commenti di fan dell'orrore da tutto il mondo ho deciso che era il momento di dire la mia.
Ecco tutto. Visto che c'ero, ho pensato che anche Giovanni Lombardo Radice, che i sui film li continua per fortuna a fare, andasse documentato. La sua sezione è "seria", quella del fu John Morghen più scherzosa. Con l'orrore vero che c'è in giro ci manca solo di prendere sul serio quello di celluloide….
A chi sia interessato all'una, all'altra o a tutte e due, buon collegamento.
I fans italiani dell'horror mi perdoneranno, spero, per il fatto che la sezione a loro dedicata sia tutta in inglese. Non è un omaggio alla globalizzazione, giuro.
E' solo che la passione per l’horror è più americana che italiana e che l'inglese lo usano correntemente anche i danesi e i giapponesi (popoli pare entrambi molto amanti degli splatter italioti…).
Sorry, my friends…